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mercoledì 19 luglio 2017

Recensione "La moglie del califfo" di Renée Ahdieh








Al calar del sole sul regno di Khalid, spietato califfo diciottenne del Khorasan, la morte fa visita a una famiglia della zona.
Ogni notte, infatti, il giovane tiranno si unisce in matrimonio con una ragazza del luogo e poi la fa uccidere dopo aver consumato le nozze, prima che arrivi il nuovo giorno. Ecco perché tutti restano sorpresi quando la sedicenne Shahrzad si offre volontaria per andare in sposa a Khalid. In realtà, ha un astuto piano per spezzare quest’angosciosa catena di terrore, restando in vita e vendicando la morte della sua migliore amica e di tante altre fanciulle sacrificate ai capricci del califfo. La sua intelligenza e forza di volontà la porteranno a superare la notte, ma pian piano anche lei cadrà in trappola: finirà per innamorarsi proprio di Khalid, che in realtà è molto diverso da come appare ai suoi sudditi. E Shahrzad scoprirà anche che la tragica sorte delle ragazze non è stata voluta dal principe. Per lei ora è fondamentale svelare la vera ragione del loro assurdo sacrificio per interrompere una volta per tutte questo ciclo che sembra inarrestabile.




Davvero molto carino questo romanzo ispirato alla storia di Sherazade che tutti noi già conosciamo come protagonista delle Mille e una notte.

Shahrzad, detta Shazi, è un'intrepida fanciulla di sedici anni che dopo la morte della sua migliore amica, decide di vendicare lei e tutte le altre ragazze andate in spose al califfo del Khorasan e giustiziate subito dopo.
Shazi si offre volontaria per l'ingrato compito di sposare il califfo ben sapendo che resterà sua moglie soltanto per un giorno e una notte: all'alba l'aspetta il boia per strangolarla con una corda di seta.
Per salvarsi fa affidamento sulla sua parlantina e infatti racconta al marito una storia avvincente che non fa in tempo a finire perché l'alba è imminente. In questo modo guadagna un giorno di vita e la possibilità di insinuarsi nella vita di palazzo per scoprire i punti deboli del califfo e il modo migliore per ucciderlo a tradimento. Khalid infatti è il secondo miglior spadaccino del Khorasan e Shazi non avrebbe nessuna possibilità in uno scontro diretto.
Ben presto, però, dovrà ricredersi, il giovane califfo non è il mostro che tutti credono ma un ragazzo infelice e tormentato, oppresso da oscuri segreti.
Riuscirà Shahrzad a svelarli prima che la conducano alla morte?
Scritto in uno stile fluido ed evocativo, "La moglie del califfo" catapulta il lettore in una dimensione onirica ricca di emozioni palpabili e suggestioni magiche.
Ben caratterizzati entrambi i protagonisti, Shazi e Khalid, ognuno col proprio entourage di fedelissimi. Il punto di vista è alternato fra loro ma anche fra alcuni personaggi minori. 
All'inizio ho fatto fatica a orientarmi fra tanti nomi così particolari ma una volta inquadrati i personaggi, ho divorato il libro in un batter d'occhio e sono giunta al finale che è aperto. 


Fra i personaggi secondari c'è Tariq primo fidanzatino di  Shazi che decide di entrare in guerra per salvarla. E' aiutato nell'impresa da Rahim, amico d'infanzia della ragazza, e dal padre di lei.
Tutta fatica sprecata! La protagonista non ha alcun bisogno di aiuto, visto che nel frattempo è riuscita ad affascinare il tenebroso marito Barbablu...
Peccato però che la cosa funzioni anche in senso inverso e la piccola Shazi non riesce a capacitarsi di come siano cambiati i suoi sentimenti nei confronti di un assassino. Ma che volete? Al cuor non si comanda e l'attrazione fra i due è tangibile fin dall'inizio.

Abilmente, l'autrice conduce  i lettori a chiedersi insieme alla protagonista, il perché di tutte quelle morti insensate, anche perché pian piano viene fuori un Khalid molto diverso dal mostro che tutti credono sia, ma il mistero verrà svelato soltanto alla fine della storia.
Sono rimasta perplessa nello scoprire che il califfo ha soltanto diciotto anni perché il suo modo di fare è quello di un uomo molto più adulto, così come la sedicenne Shazi, così abile e determinata nel mettere in atto la sua strategia, mi ha dato da pensare, ma questo è un po' il difetto di alcuni young adult in cui gli adolescenti non si comportano come tali ma sembrano persone con almeno vent'anni di esperienza in più.
In questo caso però non mi sento di usare i metri di giudizio odierni. Nel mondo antico erano usuali i matrimoni fra giovanissimi, la vita era breve e si maturava prima. Soprattutto quando le tragedie della vita incombevano a ogni passo.

Lettura consigliatissima a chi ama il romance e il fantasy con un pizzico di mistero
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2 commenti:

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