Pagine

Pagine

martedì 4 febbraio 2020

The ghost bride. La sposa fantasma di Yangsze Choo - Recensione




Sinossi
Malesia, 1893. 
È una serata afosa e la giovane Li Lan siede nello studio del padre nel tentativo di rallegrarlo. Spirali di fumo si innalzano lente dalla pipa da oppio dell'uomo che, seduto nella sua poltrona di vimini, si lascia andare al vizio che li ha condannati alla bancarotta. 

I Pan erano una famiglia benestante della ricca città portuale di Malacca, ma da quando il vaiolo si è portato via la madre e ha lasciato sfigurato il padre, Li Lan sa di avere poche prospettive per il futuro. 

Improvvisamente suo padre, risvegliatosi dal torpore, le fa una strana richiesta. La ricca e potente casata Lim l'ha scelta come sposa per il loro primogenito, Lim Tian Ching, morto in circostanze misteriose. Si tratterebbe dunque di un "matrimonio fantasma", di quelli che si celebravano quando una famiglia desiderava placare uno spirito inquieto. L'unione potrebbe garantire una casa e una posizione di privilegio a Li Lan per il resto della vita, ma il prezzo da pagare sarebbe terribile. Lei sa che da questa scelta dipende il futuro della sua famiglia, eppure nel profondo del cuore sente che non deve accettare. 

Dopo una semplice visita di cortesia nella nobile dimora dei Lim, Li Lan comincia a essere perseguitata nel sonno dallo spirito del promesso sposo. Notte dopo notte viene trascinata contro la sua volontà nel paese delle ombre, un mondo parallelo fatto di città fantasma e demoni assetati di vendetta, schiacciato da una mostruosa e ineluttabile burocrazia. È qui che il ricco e borioso Lim Tian Ching la aspetta e non intende lasciarla andare. Eppure è solo qui che Li Lan può liberarsi dal maleficio: deve scoprire i segreti più oscuri della famiglia Lim, ma anche di suo padre. 

E deve farlo in fretta, prima di rimanere intrappolata nell'Oltretomba per sempre...

Recensione

Con uno stile semplice e piacevole l'autrice introduce il lettore nella società del tempo. La storia si svolge nella città mercantile di Malacca nel 1893, quando la navigazione a vela ha ormai lasciato il posto a quella a vapore, e la Malesia si trova sotto il dominio britannico.
La città racchiude al suo interno  malesi, inglesi, cinesi, indiani, con una spolverata di mercanti arabi ed ebrei. Diverse etnie che pur dividendo lo stesso spazio sono rigidamente separate fra loro.

Li Lan, la protagonista, vive all'interno della comunità cinese seguendo le tradizioni della madrepatria. La sua famiglia, un tempo molto agiata, è finita quasi sul lastrico a causa del vaiolo che ha sfigurato il padre e si è portato via la madre. Di conseguenza l'uomo si è isolato dal mondo, chiudendosi in casa, e lasciando i suoi affari nelle mani dei soci che l'hanno derubato e imbrogliato.

Con un padre praticamente assente per la dipendenza da oppio, la diciassettenne Li Lan  è stata cresciuta da Amah,  la balia di sua madre, una donna anziana e dispotica, fanaticamente fedele alla famiglia, che sogna per la sua bambina un ricco matrimonio.
Grande è la sua costernazione invece, quando giunge la proposta della famiglia Lim: Li Lan non viene chiesta in moglie per l'erede, ma per il figlio morto l'anno prima in circostanze misteriose.

Secondo la tradizione si poteva celebrare il matrimonio fra una concubina incinta e il suo padrone per regolarizzare la nascita di un figlio, fra due defunti, ma fra un morto e un vivo era una cosa inconsueta e foriera di cattiva sfortuna. 
Per questo motivo la superstiziosa Amah non vuole neanche sentirne parlare!


Liquidata la faccenda come un errore del padre, annebbiato dall'oppio, Li Lan viene invitata a una partita a mahjong dalla famiglia Lim e ha modo di rendersi conto della ricchezza della casata.
Curiosando in giro, la ragazza s'imbatte in un giovane servo intento alla manutenzione di una ricca collezione di orologi, e sia per l'aspetto che per la gentilezza, ne rimane piacevolmente colpita pur sapendo che nonostante la caduta in miseria della sua famiglia, non sarebbe ammissibile un legame con lui.
In uno dei cortili qualcuno sta bruciando oggetti di uso quotidiano destinati all'aldilà per rendere più piacevole la vita dei defunti.
Tornata nella sala dove si svolge la partita, Li Lan ingenuamente accondiscende alla richiesta della padrona di casa e le dona uno dei suoi nastri per capelli.
Da quel momento cominciano gli incubi. Nel sonno Li Lan incontra Tian Ching, il giovane pretendente morto  che la reclama per sè. 

Riuscirà a sfuggirgli e soprattutto a coronare il suo sogno d'amore con il giovane servo? Ammesso che lui lo sia davvero...

"La sposa fantasma" è il romanzo di esordio di Yangsze Choo, tradotto in molti paesi e ispiratore di una serie Netflix. 

Si tratta di un romanzo avvincente, ricco di sorprese, che tiene incollati alle pagine.  Ho sempre provato grande interesse per la millenaria cultura orientale che anima le pagine del libro. Con grande abilità l'autrice l'ha mescolata al fantastico (un genere che amo)  creando un'opera davvero originale e molto piacevole. 

La narrazione in prima persona aiuta chi legge a identificarsi con la protagonista, una timida ragazza che all'inizio appare indifesa ma che poi imparerà a sfoderare forza e coraggio per sopravvivere. 

Li Lan descrive il suo mondo con dovizia di particolari creando scenari molto vividi che affascinano la mente del lettore. La descrizione di tradizioni e usi del tempo risulta interessante, mai pedante, e s'intreccia perfettamente con la trama. 
Oltre alla realtà dell'epoca, l'autrice crea in maniera credibile anche l'orrido mondo dell'oltretomba in cui Li Lan dovrà affrontare lo spirito inquieto di Tian Ching con la speranza di liberarsene.
Fra pretendenti, morti e vivi, parenti, servi, aiutanti, fantasmi amici e nemici, a un certo punto si ha come l'impressione di perdersi nella storia ma infine l'autrice riesce a tirare le fila di tutto e si giunge al sospirato finale che ovviamente non svelerò.  


Da leggere se apprezzate il genere! 




4 commenti:

  1. L'ho trovato anch'io molto piacevole, avvincente e ben fatto! ^^
    Fra l'altro mi è piaciuta molto anche la serie tv Netflix, anche se ha dei toni un po' diversi rispetto al libro; diciamo che è più colorata, sbarazzina e ottimista... Non il più fedele degli adattamenti, ma apprezzabile lo stesso, secondo me! :)

    RispondiElimina
  2. Ciao Sophie :) grazie per essere passata! Non ho ancora visto la serie Netflix ma da quello che dici credo che mi piacerà ugualmente :o) forse hanno cercato di rendere la storia più accessibile al grande pubblico ma l'importante è che la storia non sia stata snaturata.

    RispondiElimina
  3. È un libro che penso potrebbe piacermi, per ambientato e trama! Me lo segno :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Penso proprio di sì, soprattutto se apprezzi le storie ambientate in estremo oriente :o)

      Elimina

Se lasciate un commento, non dimenticate di firmarlo. Grazie