Lui l’ha ferita.
Lei non ha mai dimenticato.
Ma il cuore non obbedisce alle regole del sangue né del rango.
Magali Daultey, orfana fiera e sensibile, viene accolta per compassione in una delle più nobili dimore d’Europa. Ma la carità talvolta è solo un’altra forma di distanza. Tra sguardi altezzosi e silenzi pesanti, la giovane Magali incrocia presto la figura più imponente e temuta della casa: lord Gérald di Staldiff, duca giovane, bello, colto e arrogante.
Quando, nel cortile della tenuta, lei osa sfidarlo per difendere un servitore, lui la colpisce. Un colpo dettato dall’orgoglio, che segnerà entrambi più di quanto immaginano.
Anni dopo i ruoli sembrano immutati. Ma l’orgoglio, la vergogna e la distanza sociale non bastano a soffocare ciò che sta crescendo tra due anime in lotta: il rispetto, il rimorso, forse qualcosa di più.
La perla del Duca è una storia di orgoglio e redenzione, di disuguaglianze e coraggio, in cui l’amore affonda le radici proprio là dove sembrava impossibile.
La mia opinione
Avevo già apprezzato questo romanzo in lingua originale, e quando ho scoperto che la Land Editore l'aveva pubblicato in italiano, in una nuova collana, ne sono stata felice. Da ragazzina avevo letto qualche romanzo di Delly, scovato nella biblioteca di famiglia, e ne conservavo un buon ricordo perché ho sempre amato le storie avventurose con riferimenti a paesi esotici.
L'incipit del romanzo è coinvolgente: una giovane signora di ritorno dall'India muore all'improvviso sul treno su cui viaggia, lasciando i suoi bambini soli al mondo. Fortunatamente una donna di buon cuore li accoglie, anche se non possiede una casa propria. Mademoiselle Amélie Nouey è la dama di compagnia della duchessa di Staldiff e ha trascorso tutta la vita a servizio della famiglia ducale. Porta i bambini con sè e, dopo aver ottenuto il permesso del duca, il giovanissimo Gérald, Magali e il fratellino Freddy possono restare, non come componenti della famiglia ma come pupilli di Amélie che li crescerà come se fossero figli suoi.
All'inizio della storia Gérald ha solo sedici anni ma è già il capo indiscusso della famiglia Staldiff, orgoglioso e pieno di sé. Non che la piccola Magali sia da meno. Due caratteri forti, destinati a scontrarsi inevitabilmente fin dal primo incontro, quando lui la definisce bruttina e antipatica e lei si sente guardata dall'alto in basso e comincia a odiarlo. Poco dopo, un episodio increscioso segna i loro rapporti e i due si detestano e si evitano con uguale tenacia. Si incontreranno di nuovo solo otto anni più tardi e l'antico rancore, mai sopito, risorgerà fra loro.
Magali è cresciuta. La sua bellezza insolita attira gli sguardi e Gérald non può fare a meno di notarla.
Gérald è aristocratico fino al midollo, fiero, orgoglioso, ma anche giusto. Nonostante la giovane età, conosce il senso del dovere e la responsabilità legati al suo titolo. "Da un grande potere nasce una grande responsabilità" si suol dire, e il duca è stato gravato fin da adolescente del peso di un titolo importante, circondato da adulatori e approfittatori disposti a lusingarne l'amor proprio. La sua volontà è legge, perciò ricorda con acredine la ragazzina che ha osato rimproverarlo per la sua crudeltà, inoltre come gentiluomo, non può perdonarsi di aver colpito una donna, sia pure in miniatura.
Dal canto suo, anche Magalì soffre della situazione. Essere un'orfana dalle origini oscure, accolta solo per carità, le viene rinfacciato fin troppo spesso non dalla famiglia ducale ma dal suo entourage e in particolare da lady Ophelia, altezzosa cugina del duca di Staldiff. Magalì sogna di cominciare a lavorare e conquistare l'indipendenza. Inoltre, le pesa dover provare gratitudine per il duca che è sempre molto freddo con lei, ma tenero e affettuoso con suo fratello Freddy.
Poco a poco, grazie a lady Isabel, la sorella minore del duca e migliore amica di Magali, le occasioni di incontro si moltiplicano e le cose cambiano. Magali partecipa a una festa e viene incoronata reginetta di maggio, suscitando la gelosia delle altre ragazze ma anche l'ammirazione incondizionata di Gérald. Incoronata di fiori, splendente di vita e giovinezza, la ragazza sembra l'incarnazione stessa della primavera.
Magalì non si fa illusioni, per anni è vissuta ai margini dell'aristocrazia e tiene i piedi ben piantati a terra, sa che il duca non sposerà mai una paria come lei. Eppure, al cuor non si comanda e non si può fare a meno di sognare...
La collana Land Origins racchiude i classici del Romance.
Storie che conservano un fascino immutato e rispecchiano lo stile di vita, il senso morale e la società dell'epoca. A volte, le protagoniste dei romance storici vengono adattate ai gusti del pubblico odierno e risultano fuori contesto, invece nei classici del romance troviamo storie perfettamente coerenti con il periodo descritto.
"La perla del duca" è una bella storia di odio amore in cui i protagonisti vengono approfonditi anche dal punto di vista psicologico e non mancano i colpi di scena che ne movimentano l'intreccio. Gérald e Magali sono intimamente combattuti fra il senso del dovere e il desiderio di raggiungere la felicità. Niente sarà facile per loro.
Consiglio il romanzo a chi già ama o vuole scoprire il romanticismo cattolico, a chi cerca una delicata storia d'amore, appassionante, ricca di ambientazioni esclusive e valori profondi come la vera amicizia, la lealtà, la generosità, la fatica del perdono, la potenza redentrice dell'amore.
Gli autori
Jeanne-Marie e Frédéric Petitjean de La Rosière, fratello e sorella, conosciuti con lo pseudonimo di Delly, sono due prolifici autori di tanti romanzi, soprattutto di genere romantico, pubblicati nel secolo scorso, fino agli anni Cinquanta. Alcune loro opere possono essere annoverate fra i maggiori successi editoriali dell'epoca.

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