lunedì 4 gennaio 2016

Recensione "Cuore di lupo" di Ornella Albanese

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E' uscito in edizione digitale "Cuore di lupo" uno dei successi di Ornella Albanese,  apprezzatissima autrice di romance.





Trama
Il caparbio Alessandro di Iesi, braccio destro di Federico II, conquista il feudo di Montalto, espropriando la famiglia che da sempre ne detiene il potere. In poche ore Irene di Montalto si ritrova senza casa né padre, ucciso per mano nemica. La sua unica speranza di difesa è sposare Evandro di Cerrano, un nobile cavaliere che potrebbe tutelare i diritti dei Montalto sul feudo. Tuttavia Alessandro continua a tormentarla: come nuovo feudatario ha diritto di esercitare lo ius primae noctis, di essere il suo primo uomo... Ma non è forse quello che Irene sogna?

Scheda

Titolo: Cuore di lupo
Autrice: Ornella Albanese
Lunghezza stampa: 185
Editore: MONDADORI (21 dicembre 2015)
Prezzo: € 3,99


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Recensione
Se, come me,  amate i romance storici di ambientazione medievale, non potete non conoscere Ornella Albanese che con ogni sua opera si conferma come una delle migliori firme italiane del genere.
"Cuore di lupo" forse non brilla per l'originalità della storia ma si fa certamente apprezzare per la bravura  dell'autrice  che può contare su uno stile fluente e una scrittura "visiva" capace con pochi tratti di far immaginare ciò che si sta leggendo. Le scene più scabrose invece sono elegantemente sfumate in modo da non urtare la sensibilità delle lettrici più romantiche. Il ritmo veloce e l'intreccio, ricco di colpi di scena, tengono sempre viva l'attenzione fino al consueto happy end che ho trovato come sempre appagante. L'unico dispiacere per me è stato dover concludere la lettura perché mi ero affezionata ai protagonisti.


 Castelli di Rocca Calascio

Ornella Albanese si documenta con grande precisione quando scrive e ciò si evince facilmente dall'accuratezza storica dei suoi romanzi dove ricrea atmosfere suggestive, cariche di sensualità e passioni impetuose.
L'imperatore Federico II, per esempio,  è uno dei miei personaggi storici preferiti e mi è piaciuto il modo in cui l'autrice lo ha fatto rivivere in "Cuore di lupo" dipingendone con grande vividezza pregi e difetti.
Un altro personaggio che ho apprezzato è stato Ismail, il braccio destro, il compagno fraterno di Alessandro che mi ha ricordato un'altra figura di grande spessore incontrata ne "L'anello di ferro" un'opera di Ornella Albanese che ho amato molto. Il ricorrere di questi personaggi non credo sia una coincidenza. Forse la scrittrice vuole ricordarci che ci sono state epoche in cui cristiani e musulmani vivevano insieme con maggiore tolleranza reciproca.


Ma torniamo ai protagonisti di "Cuore di lupo". Alessandro, che per nascita  è un figlio illegittimo, ha dovuto lottare duramente per farsi strada nella vita. Rappresenta l'uomo che si è fatto da solo e come tale incontra tutta la mia approvazione. Inoltre, è pure sfregiato... ed io ho un debole per le cicatrici, sia per quelle visibili che per quelle interiori che ognuno di noi si porta dietro.
Nel libro non manca lo scavo psicologico dei protagonisti cosa di cui Ornella Albanese è maestra. 



Cuore di lupo
La controparte femminile di Alessandro è
Irene, che invece è cresciuta in una posizione privilegiata. All'inizio la ragazza sogna di convolare a nozze col suo promesso sposo, Evandro di Cerrano, ma con l'arrivo di Alessandro tutto cambia e lei perde ogni cosa: rango, famiglia e casa. Tuttavia non si dà per vinta e cerca di lottare come può per fronteggiare la difficile situazione in cui si trova. 


Nessuno dei due penserebbe mai che potrebbe nascere l'amore fra loro eppure, quando  
s'incontrano, basta uno sguardo e inevitabilmente scatta un'attrazione irresistibile.
Intorno ai due protagonisti si muovono tanti personaggi minori che formano un mondo descritto con grande accuratezza e  credibilità, uno dei tanti pregi di quest'autrice che ha l'abilità quasi magica di condurci nel passato insieme a lei e di farci vivere meravigliose avventure.
Per concludere vorrei fare un'ultima considerazione. Molte lettrici di romance prediligono le scrittrici straniere e snobbano le italiane, salvo poi restare deluse quando scoprono che alcune frasi che le hanno colpite non esistevano nella versione originale ma sono frutto dell'abile lavoro di traduzione. Perché allora non dare una possibilità alle nostre autrici che non hanno nulla da invidiare alle altre?





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