mercoledì 28 ottobre 2026

Recensione "House of Pounding Hearts. Il regno dei corvi: Vol. 2"

 


 

Trama 

Il secondo capitolo di una saga fantasy romance intensa e passionale, dove i confini tra amore e odio, luce e oscurità, diventano sempre più sottili. Spinta dall’ambizione di reclamare il trono della Luce, ho risvegliato una leggenda dimenticata: un antico re alato, il cui nome un tempo evocava potere e terrore. Credevo fosse mio alleato, un amico. Ma la verità si è rivelata un veleno lento: mi ha tradita. E poi… rinchiusa. Lorcan sostiene di tenermi prigioniera per proteggermi. Che io gli appartenga. Evidentemente, cinque secoli di torpore hanno lasciato più di qualche cicatrice nella mente del Re Corvo. Condividiamo un vincolo psichico che ci unisce nel profondo, ma non sarà questo a decidere il mio destino. Quel cammino, intendo tracciarlo da sola, lontano dalle visioni... e ancor più lontano da lui. Eppure, più cerco di fuggire, più scopro che non esiste catena più potente di quella che il cuore tesse in silenzio. E la verità, la più inconfessabile, è che non sono più certa di volermi liberare da lui.

 

La mia opinione

Premetto che il primo libro di questa saga mi era piaciuto molto, quindi avevo grandi aspettative e  sono rimasta un tantino delusa da questo secondo capitolo. 

Fallon, la protagonista, si comporta come una bambina testarda, arrogante e capricciosa mettendo in pericolo se stessa e i suoi amici e quando, finalmente, mette giudizio, la storia è quasi finita. Poi non ho capito l'evoluzione dei suoi sentimenti. Passa dall'attrazione per Antoni e il rifiuto categorico per Lore, all'amore per quest'ultimo, nel tempo di un respiro. 

Lore, il re Corvo, invece, è sempre affascinante, carismatico, magnifico.

Il bel tenebroso, è proprio il caso di dirlo, è la sola ragione per cui leggerò il terzo capitolo.

A parte le spassose scaramucce fra i protagonisti e  qualche scarsa rivelazione sul mondo di Luce, non succede un granché fino ai capitoli finali, quando si scatena l'azione. Diciamo che la parte romance ha soverchiato quella fantasy.

Tutti i personaggi sono ben caratterizzati, il worldbuilding della saga è ben costruito ma la storia del secondo volume non mi ha preso. La sensazione è che sia servita solo da ponte per il terzo capitolo ma se ne poteva pure fare a meno. 

Il cliffhanger finale con la prospettiva di dover aspettare un anno per poter leggere il terzo e ultimo libro ha aumentato la mia delusione.  

Un'altra cosa fastidiosa è la miriade di nomi e nomignoli, vezzeggiativi  e cambiamenti fra nomi che si pronunciano in un modo ma si scrivono in un altro che creano solo confusione e bisogna concentrarsi per capire di chi si stia parlando. Per esempio, il re Corvo si chiama Lorcan, ma alcuni lo chiamano Lore, altri Morrgaht, altri Rihbiadh oppure Morgot. 

Spero che il terzo volume  sia all'altezza del primo.